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CECCHINO DAL 1887
Osteria Romana

Via di Monte Testaccio, 30
00153 Roma
tel:06 5746318
fax 06 5743816 

Chiuso lunedì sera e martedì

Carte di credito: American Express - Diners - Visa - SI - Mastercard - Eurocard

Ha più di 110 anni il ristorante "Checchino dal 1887", un tempio della gastronomia romanesca, dove intorno al 1890, un po' per caso e un po' per sapienza, come in ogni grande invenzione della storia, la sora Ferminia (figlia di Lorenzo e Clorinda, fondatori del locale) inventò "la coda alla vaccinara". Simbolo internazionale della cucina popolare di Roma l'originale piatto nasce da una "cucina di quartiere", condizionata dalla presenza dell'antistante mattatoio, da una gastronomia povera, a base di frattaglie, considerate scarti e regalate ai "vaccinari", o "scortichini" come integrazione della paga.

A necessario corollario, nel teatro gastronomico di "Checchino" va citata tutta la cucina romanesca del "quinto quarto", il padellotto, i rigatoni con la pajata, l'insalata di zampi, la trippa, le animelle, la lingua, il cervello, insieme al particolare "bue garofolato", antico piatto contadino di cui "Checchino" possiede la ricetta originaria.

Da locanda popolare quindi a ristorante di gran classe con una cantina tra le più belle e ricche d'Italia. Centodieci anni di storia hanno significato per "Checchino" una crescita importante, una trasformazione operata, però, all'interno di un rigoroso stile tradizionale.

Come i fornelli, anche le mura del locale, uno dei più antichi di Roma, guidato da cinque generazioni di Mariani, diventano interpreti di una Roma popolare e autentica.

Tra gli antichi cocci delle anfore romane del Monte Testaccio e l'ottocentesco Mattatoio, Checchino racconta nelle "storiche" fotografie appese ai muri, nei vecchi libri di firme dei clienti, negli aneddoti tramandati di generazione in generazione dalla famiglia Mariani, una storia di Roma sconosciuta e inaspettata, che non si troverà mai scritta nei libri.

E' la storia di ieri, di una Roma nascosta, perduta, un po' anche dimenticata, di gente nobile e ricca che si mischiava con i modesti lavoratori del mattatoio per vivere attimi di gioiosa quiete di fronte ai rinomati piatti di "Checchino".

Ed è la storia di oggi fatta di uomini politici, personaggi dello spettacolo, uomini di cultura e d'affari, gente comune che vuole da un piatto e da un vino qualcosa di più di un semplice cibo, che cerca, in una ricetta, una storia, una cultura, un'atmosfera nella quale immergere attimi importanti della propria vita strappati alle ansie e gli affanni della nostra modernità.

Ai tavoli di "Checchino" si sono seduti e si continuano a sedere il fior fiore della cultura, della politica, della nobiltà, dello spettacolo italiano e internazionale di questo secolo.

Le sale di Checchino sono entrambe caratterizzate dalla singolare volta a botte. La sala al piano terra, da cinquantacinque posti, gode di fresco naturale durante il periodo estivo e di climatizzazione artificiale con ricambio d'aria durante il periodo invernale. La saletta al piano superiore, da trenta posti, è invece servita di climatizzazione artificiale con ricambio d'aria durante tutto l'anno. Può essere interamente riservata per colazioni di lavoro o feste private.

La cantina di Checchino è unica nel suo genere perché è completamente scavata all'interno del Monte di Testaccio, detto dei Cocci. Ed é per questa caratteristica che la climatizzazione avviene in maniera naturale con temperatura ed umidità costanti, estate ed inverno. Questa proprietà garantisce una maturazione ottimale dei vini.

Il locale fa parte dell' "Associazione Locali Storici d'Italia" e dell' "Unione Ristoranti del Buon Ricordo". Sull'Herald Tribune del 17 ottobre 1994 figurava al settimo posto al mondo e al primo in Italia tra i ristoranti della sua categoria.


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