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RISTORANTE FILIPPINO
Piazza Mazzini - 98055 - Lipari (isole Eolie)
Tel. 090 9811002 - 090 9813600
Fax 090 9812878

www.filippino.it
filippino@filippino.it


Chi fosse indotto, dal nome del ristorante, a pensare a qualcosa di esotico, legato magari alla nazionalità di un marinaio di Manila o di Luzon capitato per caso da queste parti, cadrebbe in un simpatico equivoco. Perché quando nel 1910 Filippino Bernardi si trasferì a Lipari dalle natie Marche, di esotico trovò soltanto questi meravigliosi nostrani " Mari del Sud" che da sempre fanno da sfondo all'eccezionale scenario delle Isole Eolie.

Attestatosi ai piedi della "Rocca ", appena fuori la "Citade", il Filippino (così fu subito ribattezzato dalla gente del posto forse divertita da un nome "vezzeggiativo) aprì sul limitare di uno spiazzo erboso un modesto esercizio adibito a cucina e mescita di vino locale e, secondo le buone usanze contadine, si alternava al fornello con la moglie Luisa e avviando nel contempo a quell'arte il figlio Filippo. L'antica opera di Filippino Bernardi, e quella più recente di suo figlio Filippo, si è oggi consolidata e definitivamente affermata attraverso l'appassionato impegno e la dinamica professionalità di Antonio e Lucio Bernardi, loro discendenti "agevolati" dal fatto che a Lipari, per un residente, l'unico svago è il lavoro. I due fratelli hanno caparbiamente perseguito un solo scopo: far sì che la loro isola fosse conosciuta non solo per "l'incomparabile bellezza del silenzio" ma anche per la sua cucina.

I riconoscimenti, tanto più graditi in quanto mai sollecitati, non tardarono a venire e si tradussero in recensioni apparse sulle più qualificate Testate italiane e straniere (Politiken, New York Times, Espresso, Gente, Inquirer, Panorama, Figaro, Die Welte, Nelly ecc.).

Lo spiazzo erboso di una volta ha ceduto il posto ad una ridente piazzetta rigogliosa di folti alberi e piante; lì sul lato sinistro, salotto nel salotto, dalla vecchia capanna è sorto un moderno e funzionale ristorante articolato in due sale interne a livello rialzato e in una, molta ampia, esterna. L'arredamento, tanto legno massello scuro e colori tenui, è sobrio ed elegante: tovagliato in rosa salmone, mobili d'epoca, un caldo camino, le pareti ricoperte dai fantasmagorici piatti dei "Ristoranti del buon ricordo" alla cui associazione Filippino appartiene dal 1974.

Accedendovi, anche se per la prima volta, si ha la netta sensazione di ritrovare un posto conosciuto, familiare come se si entrasse in casa di amici. La direzione delle sale, e la loro scrupolosa organizzazione, è demandata ad Antonio, mentre la conduzione della cucina è appannaggio di Lucio.

Razionale e sistematico l'uno, estroso e versatile l'altro: le loro personalità si identificano solo nella naturale riservatezza, nella ritrosia e nel rifiuto sistematico dell'effimero.

Professionalmente essi hanno un solo scopo: raggiungere il più alto grado di qualificazione possibile attraverso l'esperienza e l'acquisizione di nuove tecniche da coniugare comunque con la fantasia e la semplicità, che distinguono i sapori di una volta da quelli anonimi e programmati dei moderni fast-foods.

 

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