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Il Ristorante
Giardino nasce nel 1971, costruito da babbo Leo per soddisfare la passione che la moglie Efresina ha per la cucina.
All'inizio non era
né hotel né ristorante ma una semplice trattoria con poche camere dignitose. Una locanda di paese, una sosta piacevole per gente di passaggio: molta cordialità, una cucina della tradizione ottima, che scaturiva dalle mani esperte di Mamma Efresina, donna di grande talento e coraggio.
"Cucinare è stata la passione della mia vita" racconta Efresina, oggi settantaduenne. "Ho cominciato da ragazzina, seguivo i cuochi nelle ville e nei palazzi dei signori per le occasioni importanti. Così ho imparato a far bene questo lavoro che
ha bisogno sì di una mano felice dono della natura, ma anche di un'approfondita conoscenza delle materie prime e delle tecniche di preparazione e cottura, più tanta curiosità ed infinita umiltà".
Non a caso a 63 anni ha accettato, spronata dal figlio, di andare alla corte di Roger Vergé per conoscere la sua grande cucina. Oggi al Giardino Mamma Efresina, pur rimanendo il personaggio chiave, è attorniata da 4 giovani cuochi ed un
pasticciere, Maurizio Guidi, nominato Miglior pasticciere del 2000 dai critici de Le guide de
L'Espresso. La cantina creata e aggiornata da Massimo, è curata con passione e
professionalità dalla moglie Patrizia (Donna del vino e Sommelier).
Al ricevimento il figlio Massimo e sua moglie Patrizia accolgono gli ospiti e li consigliano sulla scelta dei menù e dei vini.
Il servizio puntuale e professionale è affidato all'esperienza di Rosy, ormai da tanto tempo inserita nel team del Giardino, e Seigj.
I piatti del Giardino racchiudono i sapori della tradizione marchigiana, ma la cucina è di concezione moderna: si adegua alle esigenze dell'uomo di oggi, non ricusa il passato ed è costantemente in evoluzione.
La maestria e la fantasia dei giovani cuochi Luciana e Roberto coadiuvati da Loris e Luca, che Efresina chiama con affetto "monelli", e del pasticciere Maurizio, l'arricchiscono di varianti ed abbinamenti e la rendono leggera e soprattutto mediterranea.
La filosofia di Massimo impone che i piatti del Giardino debbano essere "belli da vedere, ottimi da gustare e facili da dimenticare nella digestione".
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