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di Mitì Vigliero Lami
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Sino ai primi del Novecento, furono molti gli “studiosi” che attribuivano ai cibi la capacità di modificare addirittura il carattere delle persone.

Leggendo vecchi testi di intellettuali ormai dimenticati (Pisanelli, Marrazzo, Crevasco ecc), testi dai titoli sublimi quali “L'igiene dell’alimentazione degli uomini dabbene” o “Vademecum della cucina onesta”, si possono fare curiose scoperte grazie ad affermazioni capaci oggi soprattutto di metterci di estremo buon umore.

Ad esempio la patata, secondo loro, donava “tranquillità di pensiero, sviluppa l’equilibrio mentale, stimola la ragione e smussa la sensibilità esuberante”. La carota era prescrivibile “ai biliosi, agli irosi, ai mariti sfortunati. La si consiglia ai militari, ai quali però sono più atti gli spinaci che risvegliano l’ambizione, l’energia, la forza della volontà. Infatti Napoleone Bonaparte deve quasi tutta la sua gloria agli spinaci”. Anche Braccio di ferro, aggiungiamo noi.

L'acetosella invece era sconsigliata, perché “provoca scoraggiamento, tristezza, malinconia, incubi penosi e disturbi del sonno”. Invece i fagiolini “danno sogni rosei, sviluppano pensieri alti, buoni sentimenti e gusti artistici”.

E poi sentite questa: “Gli intellettuali dovrebbero abusare di fagiuoli bianchi e di quelli rossi ogni lavoratore; il fagiuolo è un grande riparatore del sistema nervoso e più tonici d’una fetta di sanguinante manzo che potrebbe indurre alla ferocia”. E se il cavolfiore, chissà perché, “è apprezzato dagli egoisti” e il pomodoro “va usato con cautela perché stimola pensieri poco casti”, coi piselli bisogna usare una immensa cautela: “il pisello è un assassino: alimento futile, spinge alla frivolità, alla civetteria e può condurre ad avventure pericolose”.

Al contrario i fichi “incitano alla meditazione, alla saggezza”, la fragola “giova agli animi fanciulleschi”, il popone “conduce a decisioni precipitose”, la noce “è nutritiva assai, ma turba il sonno, mentre la mela lo favorisce”.

Ma c’è poco da ridere, sapete? Quante sono infatti ancora oggi le “credenze” collegate a determinati cibi? Infatti sono tutt’oggi in moltissimi ad essere convinti che tartufi e ostriche siano alimenti altamente afrodisiaci; in realtà sono solo costosissimi, e può darsi benissimo che qualche fanciulla più attenta al denaro che ad altro, dopo una cena a base dei suddetti si lanci facilmente tra le braccia di colui che ha pagato il conto! 


© Mitì Vigliero Lami- Tutti i diritti riservati 
La redazione ringrazia l'autrice per aver gentilmente concesso il saggio 
'Credenze Gastronomiche'.

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