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di Mitì Vigliero Lami
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(parte 1)
"I Dietofobi"
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di Mitì Vigliero Lami
Da “Il galateo delle scuse”: I DIETOFOBI (parte prima)
di Mitì Vigliero Lami

Le Diete sono una delle torture più strazianti che la società civilizzata abbia inventato; sorvolando sulle diete a causa patologica, quelle che se non le fai muori, le diete peggiori sono quelle atte a perdere solo "un po' di chili" per essere più belli, più scattanti, più alla moda.

In certi momenti vorrei vivere in un Emirato Arabo; lì sanno appressare veramente le donne floride. Dico floride, non obese e flaccide; parlo di donne pannose, burrose e morbite, tettute e naticute. Le donne così sono notoriamente più dolci, materne, coccolone, sensuali, simpatiche, allegre e spiritose. Lo sanno tutti.

Esistono anche gli uomini floridi: ma chissà perché il più delle volte l'uomo florido viene definito dalla nostra società civilizzata "un pezzo d'uomo un po' in carne", mentre la donna sovrappeso è "una balena cicciona piena di cellulite da far schifo".

In ogni caso, per gli adiposi come per i Fumatori (vedi), la vita non è facile; loro vivrebbero benissimo se non esistessero gli inventori delle diete, di quei periodi cioè che di solito constano di sette gironi di fame nera che precede un aumento di quattro chili.

Dieta Scarsdale, dieta Weight Watchers, dieta del fantino, dieta punti, dieta dei VIP, dissociata, mediterranea, a base di patate o limoni, esse non sono altro che il risultato della moderna alchimia che non cerca più la pietra filosofale ma il il modo più rapido e comodo per disintegrare ciccia.

I personaggi dello spettacolo sono specialisti in diete, e danno sempre saggi e intelligenti consigli. Il regista George Miller, ad esempio, ha confessato:
"Sono otto anni e mezzo che faccio la dieta Valium. Se prendi abbastanza Valium, ti aiuta a perdere peso. Non ti calma veramente l'appetito, ma la gran parte del cibo ti cade sul pavimento."

Anche l'attore gallese Harry Secombe suggerisce il suo metodo lapalissiano:
"Questo è il mio consiglio, se insisti a voler dimagrire: mangia quanto ti pare, soltanto non inghiottire."

Una signora di mia conoscenza, invece, così giustifica il suo sovrappeso:
"Io non ingrasso perché mangio: ingrasso perché inghiotto tanta aria."

Purtroppo, se non si fosse capito, anch'io sono tendente ad ingrassare, e quindi vivo perennemente a dieta. Pensare che non ho mai molta fame... Ad esempio i dolci non mi piacciono, la visione di una brioche non mi mette mai appetito. Ho fame solo di pastasciutta, pizza, bruschetta, focaccia, pane e olio, pane e maionese, pane e salame, pane e burro, pane e formaggio... Diciamo che in fondo prediligo la dieta PP&B: pane, pasta e basta.

Anche la mia figlioccia Anna è sempre a dieta. Quest'estate, durante un pantagruelico pranzo in campagna, mentre io fissavo sconsolata il mio piatto contenente due fette di pomodoro e una foglia di lattuga dall'espressione molto arcigna, Anna mi ha detto:
"Dovresti fare come me, che invece di mangiare l'antipasto, il primo e il secondo, ho preso solo i tortellini così mi han fatto da piatto unico."

Io ho ribattuto in un tono che intendeva essere sarcastico, ma che è risultato solo isterico:
"Sì, ho visto: però di piatti di tortellini ne hai presi tre."

E la fanciulla m'ha risposto soave:
"Appunto: l'antipasto, il primo e il secondo."

Pure la mia amica Carlotta segue una dieta tutta sua; una sera a cena al ristorante ordinò contemporaneamente due dessert diversi. Mentre li divorava con espressione goduta, così rispose agli sguardi di scandalizzato rimprovero di tutti i convitati:
"Vabbè... però li sto mangiando senza pane!"

Leggi la seconda parte

© Mitì Vigliero Lami- Tutti i diritti riservati 

La redazione ringrazia l'autrice per aver 
gentilmente concesso il saggio 'I Dietofobi'. 

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